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INSULINA E TERAPIA INSULINICA

INSULINA E TERAPIA INSULINICA

Autore: Dott. Sciangula Luigi

L’insulina è un ormone fisiologicamente secreto dalla cellula Beta del pancreas; il pancreas è una ghiandola situata nella parte superiore dell’addome, dietro lo stomaco a ridosso della colonna vertebrale.
Quando il pancreas non è più in grado di produrre la quantità di insulina necessaria per il mantenimento dei normali valori glicemici, è possibile somministrarla dall’esterno grazie all’esistenza in commercio di insuline sintetiche.
Attualmente in commercio abbiamo a disposizione diversi tipi di insulina che in base alla loro durata possono essere classificate in tre gruppi:
ad azione ultrarapida: come ad esempio Humalog e Novorapid;
ad azione rapida: Humulin R e Actrapid HM;
ad azione intermedia: Humulin I, Monotard e Protaphane HM;
ad azione prolungata: Ultratard HM, Lantus (insulina glargine).

MECCANISMO D’AZIONE
Le insuline ad azione ultrarapida agiscono immediatamente dopo l’iniezione (5 minuti), le insuline ad azione rapida, d’aspetto limpido, cominciano ad agire 15-20 minuti dopo la somministrazione; l’intermedia, di aspetto torbido, agisce tra la prima e la terza ora dopo l’iniezione ed ha una azione massima che va dalla quarta alla dodicesima ora; l’insulina ad azione prolungata, anch’essa d’aspetto torbido, inizia ad agire tra la seconda e la quarta ora dopo la somministrazione, mentre la sua azione si prolunga fino alla trentaseiesima ora.
L’insulina glargine (Lantus), invece, è un tipo di insulina di recente commercializzazione che garantisce una copertura insulinemica costante per 24 ore riducendo al minimo gli episodi ipoglicemici.
Come sopra accennato, esistono insuline ad aspetto limpido e ad aspetto torbido.
Le insuline ad aspetto limpido sono delle soluzioni, non serve agitarle, sono pronte all’uso e vanno somministrate 15-30 minuti prima del pasto.
Le insuline torbide sono delle sospensioni di cristalli insolubili e dunque, prima dell’uso, bisogna agitare il flacone per far si che i cristalli vadano in superficie; hanno un’azione ritardata e vanno iniettate 15-30 minuti prima dei pasti.
Infine, esistono dei preparati di insulina premiscelata contenente insulina pronta ed insulina intermedia in concentrazioni predefinite (10% di rapida e 90% di intermedia (10/90); 20% di rapida e 80% di intermedia (20/80); 30% di rapida e 70% di intermedia (30/70).
Importanti sono i tempi, i modi ed i luoghi di somministrazione.
L’insulina va iniettata nel tessuto sottocutaneo; per agire essa deve sciogliersi ed attraversare, tramite un processo di diffusione passiva, la parete dei vasi sanguigni.
La velocità di assorbimento nel luogo dell’iniezione varia da un minimo per l’insulina pronta ad un massimo per le forme ad azione prolungata. In questi tipi di insulina i cristalli sono poco solubili, conferendone per tale ragione un aspetto torbido, e la tendenza a depositare sul fondo. Quindi la prontezza e la durata d’azione dell’insulina sono strettamente legati alla velocità di scioglimento nel luogo in cui viene praticata l’insulina.
I vari tipi di insulina possono essere fra loro associati secondo diversi schemi terapeutici.
Lo schema convenzionale prevede la somministrazione di due premiscelate (a colazione e cena) eventualmente associato alla somministrazione di insulina regolare a pranzo.
Lo schema intensivo, invece, prevede la somministrazione di tre insuline rapide ai pasti principali (colazione, pranzo e cena) e di una intermedia la sera, oppure due insuline rapide (a colazione e a pranzo) ed una premiscelata a cena.

SOMMINISTRAZIONE DELL’INSULINA
Come

Vi sono diversi modi di iniettare l’insulina, il più conosciuto è quello del pizzicotto. Si sceglie la zona desiderata, si disinfetta con alcool e cotone, si pizzica un lembo di cute, e quindi si introduce l’ago con una angolazione di 90° o di 45° se invece si sceglie di non pizzicare la cute.
Per iniettare l’insulina occorrono 5 secondi. Dopo la somministrazione è buona norma non estrarre l’ago immediatamente, ma attendere qualche secondo in più per far si che anche l’ultima goccia non venga dispersa. Ad operazione avvenuta estrarre l’ago rimuovendolo dalla penna (per chi usa regolarmente la penna). Per utilizza la siringa è opportuno che dopo ogni somministrazione di insulina questa venga cestinata.

Dove
L’insulina viene iniettata nel tessuto sottocutaneo distribuito in tutte le zone del corpo, ma esistono alcune aree più idonee come:
– parte superiore esterna delle braccia
– addome intorno all’ombelico
– parte superiore esterna delle cosce
– natiche
La velocità di assorbimento dell’insulina varia in funzione della zona scelta, per esempio: se avete dimenticato di iniettarvi l’insulina prima di pranzo (o addirittura finito il pranzo) si consiglia di iniettare l’insulina in vicinanza dello stomaco, in modo che l’assorbimento sia più rapido; se invece desiderate che l’insulina venga assorbita lentamente si consiglia di iniettarla nella coscia, nelle braccia, o nelle natiche. Ricordate di non praticare l’insulina sempre nello stesso punto, perché la ripetuta somministrazione nel medesimo loco può determinare, oltre a gonfiore e arrossamento, anche un accumulo localizzato di grasso (lipoipertrofia) che a sua volta altera ulteriormente l’assorbimento dell’insulina.
Si consiglia quindi uno schema di rotazione all’interno delle varie aree (addome, ombellico ecc.). E’ possibile utilizzare dei presidi, oppure immaginare le zone di somministrazione suddivisa in piccoli settori di circa 2,5 cm di lembo nei quali somministrare l’insulina, seguendo uno schema rotatorio; completato la rotazione si può riprendere la rotazione partendo dal primo settore.
Massaggio
Ci troviamo di fronte a due possibilità.
La prima possibilità quella dell’insulina torbida o Intermedia in cui il massaggio non deve mai essere praticato, in quanto l’insulina torbida (essendo una sospensione di cristalli) deve essere assorbita e rilasciata gradatamente.
Invece il secondo caso è quello dell’insulina limpida; quando iniettiamo l’insulina limpida ad assorbimento rapido dovremmo farlo con un anticipo di almeno 30 minuti prima del pasto se ciò non è possibile per qualche evenienza particolare (vuoi per una dimenticanza, vuoi per un ritardo causa lavoro) il massaggio va praticato per favorire l’assorbimento immediato dell’insulina.

Dott. Luigi Sciangula