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DIABETE MELLITO – DEFINIZIONE

DIABETE MELLITO – DEFINIZIONE

Autore: Dott. Sciangula Luigi

Il diabete Mellito è una malattia cronica dovuta ad una carenza di azione dell’insulina.
Questa condizione può essere determinato o da una carenza di produzione o da un cattivo funzionamento. In ogni modo il Diabete Mellito è una malattia inguaribile ma curabile.
L’insulina è una sostanza prodotta dal nostro organismo (più precisamente dalle cellule β poste nelle isole di Langerhans del pancreas), ed è paragonabile ad una chiave da inserire in una serratura per aprire una porta: se manca la chiave o non funziona bene non riusciremo ad aprire la porta.
In questa similitudine la “porta” rappresenta i canali per l’entrata delle sostanze nutritive all’interno delle cellule: se manca o non funziona l’insulina (“chiave”) non si aprono i canali ed i nutrienti (come il glucosio) non riescono ad entrare nelle cellule.
Infatti il nutrimento ed in particolare il glucosio, non riesce ad entrare in due importanti distretti del nostro corpo, i muscoli ed il tessuto adiposo (grasso). Non potendo entrare in questi distretti, si accumula nel sangue aumentando a tal punto da non poter essere più trattenuto dai reni, riversandosi quindi nelle urine insieme a grandi quantità di acqua.
Quanto detto ci fa capire perché questa malattia fu chiamata Diabete che significa “passare attraverso”: il cibo ingerito non viene utilizzato dall’organismo ma “passa attraverso” il corpo e viene eliminato con le urine.
In queste condizioni le urine, a causa della grande quantità di glucosio che si è riversato in esse, diventano dolci; ciò ci spiega perché questa forma di Diabete fu chiamata Mellito: questo aggettivo sta ad indicare appunto che le urine sono dolci “come il miele”.
Questo aggettivo serve a distinguere questa forma di Diabete dal “Diabete insipido”.
Il “Diabete insipido” è una malattia molto rara che non ha nulla a che vedere con il “Diabete mellito”; è caratterizzata da una elevata quantità di urine (fino a 20-25 litri al giorno) ma che non contengono glucosio (ecco perché “insipido”), e non si ha carenza di insulina o iperglicemia. La causa del “Diabete insipido” è un errore della filtrazione dell’acqua da parte dei reni, per un difetto dei reni stessi o per carenza dell’ormone antidiuretico che ne regola la funzione. Ecco dunque la causa dell’equivoco: anche qui c’è un “passare attraverso”, ma ciò che passa attraverso il corpo è solo acqua e non nutrimento.

CLASSIFICAZIONE
L’ultima classificazione del diabete proposta dall’ADA (American Diabetes Association) prevede la presenza di diverse forme di diabete.
Possiamo distinguere due forme principali di Diabete Mellito:
Diabete Tipo 1 (in passato detto Insulino-Dipendente (IDDM) o di Tipo giovanile o infantile o magro o chetosico) che necessita di insulina sin dall’esordio (non è possibile non utilizzarla);
Diabete Tipo 2 (in passato detto Non Insulino-Dipendente (NIDDM) o di Tipo adulto o senile o grasso o non chetosico) che non necessita di insulina (tranne in alcuni casi particolari);
La classificazione comprende anche il Diabete Associato ad altre patologie ed il Diabete Gestazionaleuna forma di diabete che compare durante la gravidanza e che solitamente (ma non sempre) si risolve con essa.

DIABETE TIPO 1
Questa forma di Diabete necessita di insulina sin dall’esordio: non è possibile vivere senza la somministrazione di insulina; infatti prima del 1921, anno in cui è stata scoperta l’insulina, questi diabetici avevano pochi mesi di vita (è per questo motivo che questa forma veniva chiamata insulino-dipendente).
Questo tipo di diabete può insorgere a qualsiasi età, ma colpisce soprattutto i giovani al di sotto dei 20-30 anni (ecco perché veniva chiamato anche Diabete giovanile o infantile).
Il Diabete di Tipo 1 ha un’insorgenza improvvisa ed a causa della carenza di insulina si viene a determinare un notevole accumulo di glucosio nel sangue che, non potendo più essere trattenuto dai reni, passa nelle urine assieme ad una grande quantità di liquidi. Tutto ciò porta ad un aumento della quantità delle urine, disidratazione con conseguente sete intensa, debolezza, facile affaticamento, fame. Essendo in una situazione di carenza di insulina l’organismo di questi giovani diabetici non è in grado di utilizzare il glucosio come fonte di energia, per cui ricava l’energia di cui ha bisogno da altre sostanze: i grassi. Utilizzando i grassi come carburante si viene a determinare un dimagramento (ecco perché Diabete magro) ed inoltre, nelle forme più gravi, si ha una produzione eccessiva di sostanze acide derivanti dalla parziale trasformazione dei grassi a livello del fegato: i corpi chetonici (ecco perché Diabete chetosico), che accumulandosi nel sangue possono aumentare il normale grado di acidità e portare a disturbi come dolori e crampi addominali, nausea, vomito, respiro frequente e profondo, stato confusionale, coma.
Questa forma di diabete non è molto frequente, 1 caso ogni 1.000 abitanti, ma è quella che richiede più attenzione ed è sicuramente quella che sconvolge di più una famiglia quando un bimbo o un giovane si ammalano.
Alla luce di quanto detto, è chiaro che nei bambini non bisogna trascurare i sintomi di bocca secca, sete molto forte, stanchezza intensa, dimagramento, bisogno di urinare spesso e tanto anche durante la notte (i più piccoli riprendono a bagnare il letto nel sonno).

Cause
Nei diabetici di Tipo 1 il pancreas (le cellule beta) non produce più insulina; che cosa fa smettere le cellule beta di funzionare?
Le cause possono essere diverse da un individuo all’altro:
Ereditarietà
Questa forma di diabete non si trasmette dai genitori ai figli come può succedere per altre malattie, ma bensì si trasmette la predisposizione ad andare incontro al diabete tipo1. Questo significa che chi ha un familiare con questa malattia ha più probabilità di altri ad ammalarsene. Se un genitore (non ha importanza se il padre o la madre) ha il diabete di tipo 1 la probabilità che la malattia si manifesti in un figlio sono 5-10 su cento. Se entrambi i genitori hanno il diabete tipo 1 le probabilità per i figli aumentano al 23%. Se un bambino ha il diabete tipo 1 le possibilità che anche un altro fratello o sorella si ammalino sono alte potendo raggiungere il 30% nel caso di gemelli identici.
Autoimmunità
Abbiamo detto che la malattia non si eredita, ma si eredita la predisposizione. In cosa consiste la predisposizione?
Il sistema immunitario è un complesso sistema di difesa del nostro organismo, costituito da cellule (linfociti) e proteine (anticorpi) circolanti nel sangue. Questo sistema è in grado di proteggerci da eventuali infezioni perché riconosce come estranei eventuali agenti lesivi esterni quali i virus e i batteri. Purtroppo il sistema immunitario riconosce anche come estranei gli organi trapiantati determinandone il rigetto. Tuttavia è un sistema molto importante per la nostra vita, basti pensare a cosa succede se un virus non lo fa più funzionare come accade in caso di infezione da HIV: sindrome da immunodeficienza acquisita, comunemente chiamata AIDS.
In alcuni casi il sistema immunitario è ereditariamente predisposto ad alterarsi (se si verificano determinate circostanze) e a non riconoscere più come proprie alcune cellule del nostro organismo.
Non è ancora stato chiarito se è il sistema immunitario che impazzisce o se sono alcune cellule del nostro organismo che cambiano aspetto e non vengono più riconosciute come proprie, ma qualunque sia il meccanismo, il risultato finale è che queste cellule (nel caso del diabete di tipo1 le cellule beta del pancreas) vengono attaccate e rigettate e viene quindi a verificarsi una malattia autoimmune. Nei parenti in questo caso è possibile trovare oltre al diabete altre malattie autoimmuni.
Anche se il diabete tipo 1 si manifesta all’improvviso, la distruzione delle cellule beta è sicuramente iniziata da alcuni anni, a volte anche da dieci; è su questo periodo che precede la comparsa della malattia che si stanno concentrando gli studi scientifici per cercare di interrompere la progressione della distruzione delle cellule beta.
Virus o altri fattori
Sembra che alcuni virus, in particolare quelli del morbillo e della parotite, siano qualche volta capaci o di danneggiare le cellule beta o di modificarne l’aspetto tanto da renderle estranee al sistema immunitario che quindi le attacca. Sembra comunque che solo i soggetti che hanno ereditato un sistema immunitario predisposto vedrebbero scattare il meccanismo autoimmunitario.

DIABETE TIPO 2
La causa di questa forma di diabete è un deficit, per lo più parziale, della secrezione di insulina, associata ad una resistenza dei tessuti periferici all’azione dell’insulina stessa.
Infatti, questa forma di Diabete normalmente all’esordio non necessita di terapia insulinica ed esordisce in modo molto subdolo dando pochi segni e permettendo una vita pressoché normale fino alla comparsa delle complicanze croniche.
Tutto ciò porta inevitabilmente ad un ritardo nella diagnosi, a volte anche 10 o 20 anni, e conseguentemente nella cura; molto spesso la diagnosi viene fatta in modo fortuito in seguito ad esami fatti per altri motivi in assenza completa di sintomi specifici del diabete. In alcuni casi la diagnosi viene sospettata perché possono essere presenti dei sintomi dovuti al passaggio di glucosio nelle urine: poliuria (aumento del volume urinario), polidipsia (sete), polifagia (fame) ed affaticabilità; ma anche in questi casi non si può escludere che la malattia fosse già presente da anni.

Cause
Anche in questo caso esiste una suscettibilità genetica: infatti, circa il 30% dei familiari di primo grado di un paziente con diabete di tipo 2 presenta la malattia.
Tuttavia la malattia è precipitata da fattori ambientali come l’ obesità, l’apporto calorico e la sedentarietà.
L’obesità, infatti, è presente in circa l’80% dei pazienti con diabete di tipo 2 e determina insulino-resistenza (ovvero rende meno efficace l’insulina); pertanto il paziente diabetico, per mantenere i valori glicemici nei limiti di norma, deve produrre una quantità di insulina maggiore rispetto ad un paziente non affetto; in tal modo, nel diabetico si determina una concentrazione elevata di insulina nel sangue detta iperinsulinismo.
Tuttavia, l’aumento progressivo del peso (e quindi dell’insulino-resistenza) determina una richiesta di produzione insulinica sempre maggiore che i pazienti diabetici con un deficit, anche parziale, della secrezione di insulina non possono garantire.
Pertanto, la quantità di insulina presente nel sangue (pur essendo, in termini assoluti, molto elevata) è inappropriatamente bassa per i livelli glicemici e ciò determinerà l’aumento dei valori glicemici e quindi la comparsa di diabete.
In sostanza l’obesità agisce come un amplificatore che smaschera e rende clinicamente evidente il deficit della secrezione di insulina del paziente diabetico.
In ogni modo, le differenze sostanziali fra le due forme principali di diabete possono essere riassunte nella seguente tabella.

DIABETE ASSOCIATO AD ALTRE PATOLOGIE
Si tratta di forme molto rare di Diabete associate ad altre patologie.
Un difetto genetico della funzione delle beta-cellule determina una particolare forma di diabete detto MODY .
Il diabete si può associare a difetti genetici dell’azione insulinica come nel leprecaunismo o nell’acanthosis nigricans oppure può presentarsi in seguito a patologie croniche come la pancreatite cronica e l’ amocromatosi.
Anche molte malattie endocrine (come l’acromegalia o la sindrome di Cushing) determinano alterazioni del controllo glicemico e nei casi più grave delle vere e proprie forme di diabete. Solitamente, però, in questi casi, una volta risolta la patologia endocrina sottostante, si risolve anche il diabete.
Infine anche alcune sindromi genetiche come la distrofia miotonica e la sindrome di Down solitamente si associano al diabete.
Un’ultima causa di diabete è l’uso cronico di alcuni farmaci (soprattutto il cortisone) che determina il cosiddetto diabete metasteroideo.

DIABETE GESTAZIONALE
Il diabete gestazionale una forma di diabete che compare durante la gravidanza e che solitamente si risolve con essa; tuttavia questo tipo di patologia è indicativo di una predisposizione a sviluppare, prima o poi, una forma di diabete in forma conclamata.

Dott.  Sciangula Luigi

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